Particolari

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Velinatura

Come operazione protettiva, la velinatura viene effettuata per impedire che parte del film pittorico possa distaccarsi e perdersi nel corso delle successive operazioni. L’intervento consiste nello stendere carte a velosovrapposte , fissate a pennello con colla organica.La velinatura serve a proteggere la pellicola pittorica.Durante le operazioni di restauro, attua un immediato consolidamento e una volta rimossa contribuisce ad una prima superficiale pulitura.

Pulitura

Per pulitura si intende la rimozione, in fasi differenziate con solventi liquidi a tampone a percentuali variabili e bisturi, degli strati di vernice alterata, materiale organico depositato e vecchie integrazioni che impediscono o limitano fortemente la corretta lettura dell’opera. E’facile comprendere come la pulitura sia l’operazione più delicata e rischiosa alla quale può essere sottoposta un’opera d’arte,dato il suo carattere completamente irreversibile. Non è un caso che in relazione a questo particolare intervento siano spesso sorte aspre polemiche e che, oltre ad aver messo in luce i possibili danni connessi all’operazione, hanno anche reso evidente come non esistano e difficilmente potranno mai esistere norme precise a cui attenersi, ma si debba forzatamente affidarsi – caso per caso – alla competenza e alla sensibilità di chi materialmente deve eseguire la pulitura e che, sebbene confortato da ogni possibile aiuto offerto dalla scienza, ne sarà sempre il responsabile.

Rintelatura o foderatura

Nel restauro è l’operazione volta a consolidare la tela di un dipinto per mezzo dell’applicazione di una nuova tela su di essa, tramite materiali adesivi. I metodi utilizzati variano in relazione alla composizione degli strati del dipinto (dalla tela, alla preparazione, al colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterare le caratteristiche della superficie (pennellate in rilievo) e quelle dovute al normale invecchiamento dell’opera (craquelure). Il metodo più diffuso è la così detta rintelatura a pasta alla fiorentina..La stuccatura dei dipinti su tela e tavola e sculture lignee. La prima fase della reintegrazione prevede una stuccatura della lacuna, eseguita generalmente facendo colare sulla zona interessata gesso e colla caldi. Il gesso, una volta essiccato, viene portato al livello della superficie pittorica grattando l’eccesso con la lama di un bisturi.

Ringranatura

Nel gergo del restauro indica un atto di reintegrazione pittorica a piccolissimi ritocchi, su zone del dipinto abrase ma ancora leggibili, in modo da restituire un tessuto pittorico più compatto ed omogeneo. La diagnostica. È ormai luogo comune ricordare come un intervento di restauro su un’opera d’arte debba essere preceduto da una raccolta,più ampia possibile, di notizie storiche e di analisi a carattere scientifico finalizzate ad una conoscenza approfondita dell’oggetto, in modo da impostare in maniera corretta la stessa operazione di restauro. L’esame scientifico non può e non deve essere fine a se stesso, ma deve rappresentare la raccolta di un insieme di dati ottenuti con l’applicazione dei diversi metodi di analisi, la cui elaborazione deve costituire la base per una collaborazione fra esperti dei settori tecnico, scientifico e storico che, attraverso una valutazione globale, potranno trarre le più corrette conclusioni. Le informazioni ottenibili con le metodologie diagnostiche non sono di facile interpretazione se non si conoscono i principi su cui si basano. Al tempo stesso risulta estremamente utile che l’esecuzione degli esami sia fatta, per quanto possibile, dal restauratore stesso: questi,via via che procede nell’esecuzione materiale dell’intervento, potrà rielaborare e interpretare correttamente ciò che le indagini gli hanno mostrato, potrà valutare con precisione quando e in quali zone eseguire nuovamente gli esami ed eseguire gli eventuali prelievi da sottoporre all’indagine del laboratorio chimico.