Reintegrazione pittorica

Reintegrazione pittorica

Reintegrazione pittorica

Nell’ambito del restauro l’integrazione pittorica è l’intervento teso a ricreare un collegamento cromatico laddove sono presenti lacune o abrasioni della pellicola pittorica. Si tenga presente che uno degli obiettivi del restauro è quello di restituire l’opera a una fruizione che, oggi più che mai, coinvolge larghe fasce di pubblico, il più delle volte impreparate a leggere un manufatto.

Reintegrazione pittorica selettiva

Reintegrazione pittorica in cui l’intervento è attuato in modo tale che a una certa distanza risulti impercettibile ma si evidenzi chiaramente a una visione ravvicinata. Si tratta, in altri termini, di un intervento eseguito mediante l’accostamento e la parziale sovrapposizione di brevi tratteggi che a distanza, appariranno come una vibrazione di colore in armonia con la cromia locale o generale del dipinto.

Reintegrazione a selezione cromatica

Negli interventi di reintegrazione pittorica a tratteggio si definisce a selezione cromatica un collegamento sia cromatico sia formale della lacuna con il resto del dipinto, eseguito con la stesura di trattini di colore puro, applicati a stesure successive e sovrapposte. Tale metodica trova impiego anche nel collegamento di una lacuna determinatasi in una superficie dorata, in particolare con l’applicazione in successione a tratteggio dei colori giallo, rosso e verde (selezione effetto oro).

Reintegrazione ad astrazione cromatica

Tra gli interventi di reintegrazione pittorica a tratteggio diuna superficie pittorica, si definisce ad astrazione cromatica, un collegamento esclusivamente cromatico della lacuna, eseguito con la stesura di trattini di colore puro applicati a stesure successive e sovrapposte.La metodica, definita negli anni settanta da Umberto Baldini e Ornella Casazza (e oggi scarsamente applicata per la complessità del procedimento), hatrovato applicazione nel caso di lacune e di una certa dimensione o comunque localizzate in modo tale da lasciare dubbi sull’arbitrarietà di un eventuale ri-collegamento formale. In questo caso non si terrà conto delle tonalità circostanti la lacuna, ma si cercherà di individuare una cromia che risulti dalla somma dei valori cromatici dell’insieme del dipinto.

Reintegrazione a neutro

Intervento di reintegrazione pittorica che prevede un trattamento delle lacune con il medesimo colore, per lo più steso a corpo, senza ricostruzione degli elementi formali. Ampiamente utilizzata negli anni Settanta, la reintegrazione a neutro viene oggi per lo più impiegata solo per lacune di grandi dimensioni.

Reintegrazione imitativa sottotono

Intervento di reintegrazione pittorica di tipo imitativo (vedi reintegrazione imitativa), ovvero teso a ricostruire un collegamento cromatico e formale della lacuna con il resto del dipinto, offrendo comunque la possibilità di individuare l’area di intervento grazie all’uso di tonalità più chiare (sottotono) rispetto a quelle circostanti.

Reintegrazione imitativa

Intervento di reintegrazione che non permette di distinguere le parti restaurate da quelle originali. Per quanto ancora ampiamente praticato sia in Italia sia all’estero, questo metodo si scontra evidentemente con uno dei postulati fondamentali del restauro delle opere d’arte: la riconoscibilità dell’intervento. La varia terminologia utilizzata appare assolutamente esplicita, sottolineando la volontà di nascondere e quindi mimetizzare l’operazione (restauro mimetico), imitare gli elementi figurali del dipinto (restauro imitativo), fino a entrare in vera e propria competizione con l’autore dell’opera (restauro competitivo).