Fotografia

Fotografia

Fotografia all’infrarosso

Le radiazioni elettromagnetiche che l’occhio umano percepisce sono comprese in un intervallo di lunghezze d’onda fra i 400 e i 750 nanometri circa. Al di là di questi limiti le radiazioni divengono a noi invisibili ma mantengono la capacità di interagire in vario modo con la materia (per assorbimento, riflessione, trasmissione)L’osservazione del loro comportamento richiede speciali tecniche che, nel caso dell’infrarosso più vicino alla luce visibile (fino a circa 900 nm.), possono limitarsi a quelle impiegate per la normale fotografia; naturalmente dovrà essere utilizzata una speciale pellicola sensibile a queste radiazioni e posto davanti all’obiettivo un filtro che blocchi la luce visibile. Si otterrà in questo modo un’immagine in valori di chiaro e scuro come si otterrebbe con una pellicola in bianco e nero ma costituita di sole radiazioni infrarosse.La superficie di un dipinto, fotografata in questo modo, può apparire notevolmente differente da come ci appare normalmente: uno strato di colore, opaco alla luce visibile, potrà risultare parzialmente trasparente all’infrarosso mettendo in evidenza ciò chesi trova al di sotto di esso come un disegnopreparatorio, un pentimeto. Naturalmente non sempre e non tutta la pittura acquisterà trasparenza. Il risultato dipende dal tipo di pigmento impiegato, dal suo spessore, dalla sua macinazione, dalla natura e dalla quantità del legante e, infine, dalla lunghezza d’onda della radiazione infrarossa impiegata.E’ per questo che per la rilevazione di disegni preparatori viene preferita la riflettografia all’infrarosso che, pur fornendo l’immagine su un monitor e quindi meno dettagliata, registra radiazioni di maggiore lunghezza d’onda aumentando, così, il potere di penetrazione sul film pittorico.

La macro fotografia

Le informazioni ottenute attraverso gli esami in luce radente, luce trasmessa, fluorescenza ultravioletta e infrarosso possono essere ulteriormente precisate variando il rapporto di ingrandimento dell’immagine. Il forte ingrandimento consente di visualizzare gli elementi caratteristici della crettatura che è raramente assente dai dipinti antichi, permettendo di stabilire le cause per le quali questa si è generata: trazioni del supporto (craquelure di invecchiamento), impiego di materiali inadeguati o non compatibili (craquelure di essiccamento). In altri casi l’esame può condurre al riconoscimento di craquelure provocate artificialmente, anche se questo non è elemento definitivo per il riconoscimento dell’oggetto come falso.

La radiografia ai raggi X

La radiografia ai raggi X permette di indagare la struttura più profonda dei dipinti su tela e tavola, carta e cartone: i valori di chiaroscuro restituiti sulla lastra posta a diretto contatto della superficie pittorica e investita dal fascio di raggi X (opportunamente dosati variando il voltaggio del tubo) risulteranno in funzione del maggiore o minore assorbimento delle radiazioni da parte dell’oggetto in esame.Nella lettura della lastra radiografica è importante tenere presente, oltre allo spessore degli strati, la decisa opacità dei pigmenti a forte peso atomico(in particolare bianco piombo).Sulla lastra si formeranno perciò delle zone più chiare e più scure in funzione della resistenza che le varie parti dell’oggetto opporranno al passaggio dei raggi X: a parità di spessore appariranno più chiare le zone di maggiore densità.Talvolta la radiografia rileva la presenza di pitture sottostanti più antiche e più importanti, o anche di firme o scritte nascoste, ma simili fortunati casi rischiano di fare considerare la radiografia come un mezzo che trae principalmente frutto da un esame isolato mentre essa si rivela uno strumento essenziale dell’indagine artistica quando applicata con sistematicità.L’indagine radiografica non si esaurisce nella valutazione dello stato fisico dell’opera (lacune, craquelure, consunzioni, etc.), ma acquista sempre più importanza nella conoscenza del modo di operare del pittore fino a rendere possibile uno studio comparativo che possa condurre a facilitare il riconoscimento di opere autentiche o appartenenti ad un determinato autore.